ROMA – FOGGIA – FONDI

4 mesi / 17 docenti
Corso di formazione in “Economia, diritto e innovazione tecnologica nell’agricoltura 4.0”

dal 21 Febbraio al 30 Maggio

IL RECUPERO DELL’EX ISTITUTO STRAMPELLI DI RIETI – parte 1

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La stazione di ricerca per il miglioramento genetico del grano, che fin dai primi del 900’ fu istituita a Rieti e fondata dall’illustre genetista Nazzareno Strampelli, ha una storia complessa. L’intuito di Strampelli lo portò ad adottare inizialmente un metodo di incrocio senza conoscere quanto aveva già sperimentato Mendel, dato che le sue scoperte furono pubblicate solo 20 anni dopo, nel 1910. Quindi, quasi in concomitanza Strampelli a Rieti stava facendo la stessa cosa, avendo poi conferma di aver intrapreso la strada giusta. Queste fondamentali scoperte scientifiche diedero subito dei risultati, determinando il raddoppio dei raccolti (da 8 a 16 q.li l’ettaro) e migliorando la resistenza ad alcuni patogeni e avversità. Dopo un primo ventennio di successi si aprì la cosiddetta “battaglia del grano”, ma il lavoro di miglioramento genetico continuò assiduamente e durante la fine degli anni 30’, Strampelli istituì l’Istituto di cerealicoltura a Roma, lasciando comunque una buona parte di attività sperimentale a Rieti.

Ma data la centralità dell’Istituto di Roma nel 1954 il Ministero dell’Agricoltura destinò la sede Rieti allo studio della pedologia, quale succursale dell’Istituto di Difesa del Suolo di Firenze, facendogli subire già un primo forte declassamento di prestigio, ma consentendogli di effettuare delle ottime ricerche in questa disciplina. Questa collocazione venne confermata con il DM 1318/67 che aggiornò le mansioni di tutte le sedi di ricerca riferite a questo Dicastero, indicando 28 Istituti centrali e 54 sedi periferiche, tra cui lo Strampelli di Rieti, il cui declino era già cominciato con il precedente deterioramento dei rapporti con Firenze. Da qui comincia la storia recente.

Ai fini di un possibile recupero si parte dalla intenzione di valutare dei settori originali al fine di evitare sovrapposizioni con le attività svolte da altri istituti regionali e nazionali, e che siano sufficientemente innovativi da consentire alla Unità di ricerca uno sviluppo quanto più rapido possibile. Oltre a ciò si pone attenzione su una serie di considerazioni quali: le attività abbiano ricadute applicative di immediato interesse per il territorio; le nuove attività possano comprendere le tradizionali competenze dello “Strampelli” per non disperdere il patrimonio strumentale esistente; favorire sinergie con altre realtà di ricerca e formazione della città di Rieti e la cosiddetta apertura verso il pubblico, anche attraverso la disponibilità a fornire servizi.

Su queste basi la Unità di Rieti può orientarsi verso quattro indirizzi di impegno.

Il primo riguarda lo sviluppo della tradizionale attività in campo pedologico con lo scopo di raggiungere diversi obiettivi, tra cui la redazione della Carta pedologica regionale, che rappresenta uno strumento indispensabile per la programmazione ed il monitoraggio nei settori agricolo, forestale ed ambientale. Oltre a ciò fornire al mondo accademico il necessario supporto di competenze e di esperienze per assicurare una valida formazione degli studenti in campo pedologico. Nella sede ex Strampelli esiste un moderno laboratorio attrezzato per l’esecuzione delle analisi dei suoli, inserito nella rete SILPA (Società Italiana dei Laboratori Pubblici di Agrochimica) per la revisione dei metodi ufficiali di analisi. Quindi l’unità può fornire servizi esterni e consulenze sia ad organismi pubblici che a singoli privati, oltre a figure professionali come agronomi, forestali, geologi, ingegneri e a tutti co- loro che operano nell’ambito del territorio, dell’ambiente e della natura. La funzionalità del laboratorio può costituire sia una fonte di reddito nel soddisfare a pagamento tali richieste, che un servizio per altre strutture CRA.

Il secondo indirizzo concerne il mantenimento delle attuali attività della Unità retina, che in un trentennio di attività, si è occupata dello studio del suolo dal punto di vista genetico e della sua conservazione attraverso misure e stime dell’erosione secondo diversi modelli di gestione agrotecnica. In questa logica ha proseguito con lo sviluppo e il miglioramento della tartuficoltura, definendo le caratteristiche pedologiche dei suoli predisposti ed ottenendo in questo campo ampi riconoscimenti internazionali, tant’è che al momento i ricercatori che vi operano sono universalmente considerati come i maggiori ed unici esperti del settore. Da circa un decennio sono stati effettuati studi tra caratteristiche dei suoli e le caratteristiche qualitative delle produzioni agricole tipiche, considerando la qualità delle produzioni agricole sotto il profilo della organoletticità, sanità, salubrità e nutrizionalità. E’ stata dimostrata una stretta relazione tra proprietà fisico-chimiche del suolo e i componenti della granella, come il contenuto di microelementi, antiossidanti, fibra, proteine, aminoacidi, ecc. Queste ultime attività sono specifiche della missione affidata alla Unità di Rieti, non esistendo altra sede CRA o altro Ente di ricerca (CNR, Università) che si occupi di tali tematiche, risultando pienamente inserite nelle problematiche dell’agricoltura appenninica.

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IL RECUPERO DELL’EX ISTITUTO STRAMPELLI DI RIETI – parte 1
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La stazione di ricerca per il miglioramento genetico del grano, che fin dai primi del 900’ fu istituita a Rieti e fondata dall’illustre genetista Nazzareno Strampelli, ha una storia complessa. L’intuito di Strampelli lo portò ad adottare inizialmente un metodo di incrocio senza conoscere quanto aveva già sperimentato Mendel, dato che le sue scoperte furono pubblicate solo 20 anni dopo, nel 1910.
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Bioagropro
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Enrico Martinoli


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